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Lavoro 30 Apr 2022 | aggiornato il: 4 Set 2022

Come diventare personal trainer?

Desideri diventare un personal trainer? Non è sufficiente seguire una persona mentre si allena, ma sono indispensabili alcune conoscenze in ambito di anatomia e altre doti personali preziose per stabilire un rapporto di fiducia con le persone che si seguiranno. Scopriamo insieme l’iter per esercitare questa professione.

 

Percorso di studi e certificazioni abilitanti

Il personal trainer si occupa di stilare schede di allenamento personalizzate (proprio da qui deriva il termine personal training) adatte alla persona, ai suoi obiettivi, alle sue necessità e alle sue condizioni di salute.

 

Ad oggi, per poter svolgere l’attività di personal trainer, è necessario ottenere un diploma da un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI oppure possedere una laurea in scienze motorie.

 

È poi richiesta una formazione scientifica trasversale e completa, che consenta di fronteggiare al meglio ogni situazione, aiutando le persone a migliorarsi, accrescere il proprio benessere, rispettando l’individualità di ciascuno ed evitando che chi si allena lo faccia in modo improprio.

 

Qualità personali e doti comunicative

Il personal trainer deve stabilire un rapporto di apertura e fiducia con la persona che segue. Perciò è importante possedere ottime capacità umane e comunicative. Qualità come l’empatia, la gentilezza e la disponibilità saranno sempre riconosciute in un contesto di lavoro nel quale è altresì importante la capacità di interagire con la persona da allenare, accogliendone dubbi, insicurezze, sapendo motivare all’allenamento.

 

Cosa deve saper fare un personal trainer?

Come dicevamo, diventare un personal trainer professionista significa saper impostare un programma di allenamento sicuro ed efficace, personalizzato, a partire da un colloquio iniziale con la persona, durante il quale vengono raccolte informazioni utili alla compilazione della scheda di allenamento.

 

Tanto per cominciare, puoi formarti e arricchire le tue conoscenze consultando un manuale pratico, come per esempio:

 

Personal trainer. Come sceglierlo, come diventarlo. Si tratta di una guida, sia teorica sia pratica, per affrontare al meglio i principali aspetti del lavoro di personal trainer.

 

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Personal trainer. Come sceglierlo, come diventarlo
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Alcuni aspetti preliminari importanti

  • Quale sia l’obiettivo della persona (miglioramento estetico, perdita di peso, aumento della potenza muscolare, miglioramento della postura, fitness di mantenimento, etc.)
  • Quale sia la disponibilità settimanale da dedicare all’allenamento per rendere l’attività agevolmente praticabile e ben inserita nella vita di tutti i giorni;
  • Accertare una eventuale esperienza di allenamento pregressa per definire il livello iniziale;
  • Individuare la possibile presenza di problematiche a carico del sistema muscolo-scheletrico e cardio-resipiratorio.

 

Valutazione funzionale

Il personal trainer deve poi essere in grado di fare una valutazione funzionale della persona, in cui siano analizzati struttura fisica, forza e flessibilità dei principali gruppi muscolari per individuare gli esercizi più adatti e migliorare eventuali vizi di postura.

 

Conoscenze tecniche

Aspetto fondamentale: è necessaria un’approfondita conoscenza della biomeccanica e della didattica degli esercizi, per ottimizzare il lavoro muscolare e allo stesso tempo preservare la salute articolare, riuscendo a insegnare gli esercizi tramite una didattica diretta, semplice ed efficace.

 

Educazione a un corretto stile di vita

Il personal trainer si occupa del benessere della persona attraverso lo sport, ma non può mancare un’educazione a un equilibrato stile di vita, che include anche scelte alimentari sane. Anche se il personal trainer non può, per legge, prescrivere diete o redigere piani nutrizionali (a meno che non possieda anche una laurea In Medicina o Biologia con specialità in Nutrizione), ha comunque la possibilità di sensibilizzare le persone al miglioramento del proprio stile di vita e della propria consapevolezza alimentare.

 

Inoltre, il personal trainer può suggerire alle persone di seguire un’alimentazione basata sulle linee guida nazionali. Infatti, un buon professionista non si limita a fornire indicazioni solo durante l’ora di allenamento, ma anche al di fuori della palestra può indirizzare le persone verso scelte alimentari e di vita più salubri e consapevoli.

 

Essere in grado di utilizzare gli strumenti giusti

Un valido professionista è sempre tenuto a utilizzare gli strumenti adeguati a valutare lo stato di composizione corporea della persona seguita e saperla poi rivalutare nel corso del tempo.

 

Infatti, il raggiungimento di determinati risultati passa anche attraverso la rivalutazione dei risultati stessi, per capire se il dimagrimento o l’incremento della massa muscolare (o altro scopo del personal training) abbiano effettivamente avuto luogo secondo le aspettative, o invece ci sia qualcosa da sistemare nel programma.

 

Saper fare valutazioni e rivalutazioni

Un buon personal trainer che lavori con professionalità deve saper guidare il proprio cliente alla valutazione iniziale della propria composizione corporea e a fare una verifica dei risultati nei mesi successivi. L’aspetto della valutazione preliminare e della rivalutazione dei risultati durante il percorso di personal training è un’altra condizione fondamentale da non trascurare mai.

 

Preparati al meglio, consultando una guida pratica per esercitare in maniera ottimale ed efficace la professione di personal trainer:

 

Il manuale del personal trainer.

 

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Quali sbocchi lavorativi è possibile individuare per un personal trainer?

Dove può lavorare un personal trainer? Sicuramente nelle palestre o nei centri sportivi, oltre che in un proprio studio o in altri circoli sportivi sia come libero professionista (mediante l’apertura della partita iva) sia come dipendente del centro o dell’associazione.

 

Il personal trainer può esercitare la professione sia nella cosiddetta versione one-to-one, seguendo cioè una singola persona, oppure seguire un piccolo gruppo di persone (da due a cinque persone) in modo da riuscire a dedicare la giusta attenzione a ciascuno di loro.

written by Redazione
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