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Lavoro 10 Ott 2022 | aggiornato il: 10 Ott 2022

Come diventare doppiatore?

Vorresti addentrarti nel mondo del doppiaggio poiché ti affascina questo intrigante settore? Si tratta di una professione ancora poco popolare nel mondo del cinema e nella televisione, un lavoro interessante che richiede uno studio mirato, dedizione, costanza, sensibilità, talento e un percorso formativo mirato, oltre a tanta gavetta.

 

Il doppiatore è un professionista che presta la propria voce per cortometraggi o lungometraggi, film d’animazione, spot pubblicitari, utilizza la voce fuori campo per i documentari e molto spesso anche per i videogiochi.

 

Questa interessante professione non si può certo improvvisare: oltre a doti caratteriali come per esempio sensibilità, spirito d’osservazione e determinazione, occorrono altre caratteristiche: sicuramente la voce dovrebbe essere gradevole, ma questa caratteristica può essere modulata per valorizzare al meglio la dizione, la fonetica e il timbro. Scopriamo insieme come diventare doppiatore.

 

Chi è e di cosa si occupa un doppiatore

Un doppiatore interpreta e dà voce ad attori o personaggi di film d’animazione o presta la propria voce alla narrazione nei documentari. Per intraprendere questa carriera, ti sarà necessario partecipare a casting e provini, oltre a frequentare con assiduità le sale di doppiaggio, in modo da osservare i doppiatori professionisti all’opera e apprendere l’arte da questi.

 

Quali sono le mansioni di un doppiatore?

I compiti di un doppiatore sono molto simili a quelli di un attore, anche perché molti doppiatori sono anche attori; tra le attività del doppiatore possiamo individuare:

  • Eseguire l’attività di doppiaggio.
  • Interpretare personaggi e ruoli.
  • Fare prove di recitazione.
  • Studiare e approfondire la conoscenza dei ruoli da interpretare.
  • Studiare la sceneggiatura e il copione.

Tutte queste attività avvengono sotto la supervisione e i consigli del regista.

 

Ecco le competenze di base di un doppiatore

Il doppiaggio è sotto molti aspetti del tutto simile alla recitazione, e condivide con quest’arte parecchie abilità di base fondamentali per entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro.

 

Anzitutto, è molto importante avere una buona dizione, e questo è il risultato di uno studio approfondito e tanta pratica. A questo proposito, potrebbe esserti utile un manuale professionale di dizione e pronuncia:

 

Manuale professionale di dizione e pronuncia. Il manuale è rivolto a chi intenda acquisire una pronuncia corretta per un uso professionale.

 

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Inoltre, un buon controllo della respirazione e della voce, oltre che una valida modulazione vocale, sono altre competenze preziose sia nel mondo del doppiaggio sia nel mondo della recitazione.

 

Insomma, in un certo modo il doppiatore è anche un attore che deve però utilizzare la propria voce da “dietro le quinte” del film, senza entrare in scena.

 

Puoi iniziare a prendere confidenza con doppiaggio, dizione e recitazione, puoi iniziare a studiare su un manuale:

 

Acting coach. Manuale di recitazione doppiaggio & dizione. Esercizi di respirazione, corretto utilizzo della voce, sillabazione, articolazione e molto altro sono gli argomenti esaustivamente affrontati in questo manuale.

 

 

Quali sono le altre competenze del doppiatore?

Per svolgere al meglio le tue attività di doppiatore sono indispensabili alcune competenze. Tra le più importanti possiamo elencare le seguenti:

  • Possedere un’ottima dizione.
  • Saper impostare e modulare la voce.
  • Avere ottime capacità interpretative.
  • Possedere ottime capacità recitative.
  • Avere buon senso critico e una valida capacità di adattamento.
  • Possedere ottime capacità di memorizzazione.
  • Avere buone capacità di attenzione selettiva nel lungo termine.

 

Iter formativo per diventare doppiatore

Non è necessario un titolo di studio specifico per diventare doppiatore, ma è possibile seguire percorsi formativi erogati da scuole di recitazione e di teatro che possono fornire una solida preparazione.

 

Il percorso per diventare doppiatore include differenti strade che potranno prepararti ad accedere al mondo del doppiaggio. Anzitutto, anche se non è richiesta una laurea per doppiare, potresti cominciare da una preparazione teorica scegliendo corsi di laurea come scienze dello spettacolo o il Dams. Se invece preferisci cominciare subito con la pratica, è consigliabile indirizzarti alle scuole di doppiaggio e alle varie accademie di teatro.

 

La maggior parte delle scuole di recitazione e doppiaggio si trova a Roma, cuore di Cinecittà, e a Milano, dove è possibile specializzarsi per fiction e pubblicità. A Milano, per esempio, ci sono la scuola dell’Adc, il Cta e la suola della Dream&Dream, così come la scuola di Federico Danti, mentre a Roma è presente una tra le scuole più note e cioè quella di Roberto Chevalier. Anche Torino vanta valide scuole, come per esempio l’Ods e la Sergio Tofano di Mario Brusa.

 

È poi molto importante frequentare assiduamente e con impegno le sale di doppiaggio per apprendere sul campo tutti i segreti del mestiere, confrontarsi e assorbire dai professionisti del settore: non si tratta solo dei doppiatori, ma anche dei traduttori, dei fonici, degli assistenti al doppiaggio e dei dialoghisti. A tal proposito, per meglio apprendere l’importanza di doppiatori e dialoghisti, potresti sfogliare un manuale pratico:

 

Il dialogo nel doppiaggio. Doppiatori e adattatori-dialoghisti. Capirai l’importanza della scrittura dei dialoghi, ma soprattutto l’adattamento al doppiaggio.

 

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Inoltre, anche partecipare a provini e casting è un modo per mettersi alla prova, farsi conoscere e fare esperienza.

 

Sbocchi professionali

L’accesso al mondo del lavoro può avvenire tramite provini e casting oppure avendo la fortuna di iniziare a doppiare tramite il direttore del corso di doppiaggio che si è frequentato, oppure presentarsi agli studi e chiedere direttamente di assistere e avere eventualmente la possibilità di partecipare a un provino.

 

Prima di riuscire a vivere di questo lavoro, l’inizio del percorso professionale può non essere semplice, quindi è fondamentale non gettare la spugna di fronte alle prime difficoltà e considerare c’è concorrenza, i ritmi di lavoro sono intensi e servono perciò pazienza e costanza.

written by Redazione
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