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Lavoro 2 Ott 2022 | aggiornato il: 2 Ott 2022

Come diventare avvocato?

Ti interessa l’avvocatura e vorresti imboccare questa strada? Preparati a un percorso abbastanza tortuoso, non privo di ostacoli, anche se nulla è impossibile.

 

Per riassumere, prima di analizzare meglio il percorso formativo, devi sapere che, dopo aver ottenuto una laurea a ciclo unico in Giurisprudenza oppure una laurea magistrale in Scienze Giuridiche (anche iscrivendosi a una università telematica), è necessario svolgere un periodo di praticantato presso uno o più studi legali, per un lasso di tempo di 18 mesi complessivi.

 

È poi necessario seguire un corso di formazione della durata totale di 160 ore. Solo al termine di questo percorso sarà possibile l’esame di abilitazione, che include tre prove scritte e una prova orale.

Di cosa si occupa un avvocato?

L’avvocato è un professionista della Giurisprudenza o Legge, in tutte le sue declinazioni. Infatti, esistono diverse specializzazioni nel campo della Giurisprudenza, dunque ciascun avvocato ha il proprio ambito di pertinenza. La domanda che ti starai ponendo è: ma quanti anni occorrono per diventare avvocato?

 

Indicativamente sono necessari 4-5 anni, escluso il periodo di praticantato. Tuttavia, come già accennato poco fa, dopo il conseguimento della laurea, bisogna considerare un altro anno e mezzo di tempo per svolgere il praticantato, prima di sostenere l’esame d’accesso all’Albo. Per questa ragione, per diventare a tutti gli effetti un avvocato, occorrono circa 6-7 anni.

Il percorso formativo: la laurea in Giurisprudenza

Come avevamo detto, per diventare avvocato occorre studiare e laurearsi in Giurisprudenza. Per accedere alla facoltà di Legge non è necessario un particolare indirizzo scolastico, né occorrono particolari conoscenze acquisite nel corso degli anni di liceo per poter diventare avvocato.

 

Dopo gli studi liceali, ci si può iscrivere al Corso di Laurea a ciclo unico in Giurisprudenza, che dura 5 anni e che sostituisce il precedente Corso di Laurea in Giurisprudenza del Vecchio ordinamento; oppure è possibile iscriversi al Corso 3+2 che include una Laurea Triennale in Scienze Giuridiche e una Laurea Specialistica di due anni.

 

Come funziona la pratica forense?

Una volta conseguita la laurea in Giurisprudenza, è necessario iniziare la pratica forense presso lo studio legale di un avvocato (detto dominus) che risulti iscritto all’albo professionale degli avvocati da almeno cinque anni.

 

La pratica forense dura almeno 18 mesi; il praticante avvocato dovrà presenziare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ciascun semestre, facendo appuntare la propria presenza sia nel verbale di udienza, sia nel libretto della pratica.

 

Esiste un’alternativa: è infatti possibile iscriversi a una Scuola di specializzazione che consentirà al futuro avvocato di ottenere un diploma che ridurrà lo svolgimento della pratica forense a soli 12 mesi.

 

Attualmente, la pratica forense può essere svolta contestualmente al lavoro subordinato pubblico o privato, a patto che la pratica forense venga svolta con assiduità, serietà, diligenza, riservatezza e nel pieno rispetto delle norme deontologiche professionali. Non solo: i praticanti avvocati possono adempiere al primo semestre di pratica forense mentre frequentano l’ultimo anno di università, e svolgere poi il semestre successivo in un altro Stato dell’Unione Europea.

 

Come alternativa, resta sempre possibile il parziale svolgimento della pratica forense presso il proprio Comune, l’Avvocatura di Stato o altri Enti pubblici come per esempio l’Inps, ma solo per 12 mesi al massimo. È poi fondamentale la frequenza obbligatoria di corsi di formazione professionale e aggiornamento parallelamente allo svolgimento della pratica forense.

Dopo il primo anno di pratica forense…

A conclusione del primo anno di pratica, l’aspirante dovrà fare una scelta:

  • Rimanere praticante avvocato.
  • Presentare domanda per l’iscrizione al Registro Praticanti Abilitati. Quest’ultima prevede un costo che può variare a seconda dell’Ordine di appartenenza e rende possibile al giovane aspirante avvocato di agire in giudizio senza la presenza del proprio dominus, se non per precise tipologie di cause.

L’esame di abilitazione professionale per diventare avvocato

Una volta concluso il periodo di pratica forense, sarà necessario superare l’esame di Stato per conseguire, finalmente, l’abilitazione all’esercizio della professione.

L’esame da avvocato si articola in tre prove scritte e una prova orale. A quest’ultima si può accedere solo superando gli scritti. In particolare, le prove scritte si svolgono in tre giorni consecutivi:

    • Prima prova scritta. Ai candidati è richiesto di redigere per iscritto un parere a tema diritto civile, scegliendo tra due differenti tracce;
    • Seconda prova scritta. Ai candidati è richiesta la redazione di un parere in materia di diritto penale, scegliendo una tra due diverse tracce;
    • Terza prova scritta. I candidati dovranno redigere un atto giudiziario, scegliendo tra tre opzioni: diritto civile, diritto penale o diritto amministrativo.

 

La prova orale prevede due parti: una breve discussione dei tre elaborati scritti e una interrogazione sulle materie scelte (diritto costituzionale, civile, commerciale, penale, del lavoro, tributario, amministrativo, processuale penale, processuale civile, ecclesiastico, comunitario, internazionale privato).

 

Puoi rafforzare la tua preparazione consultando un manuale pratico con il codice civile e penale, uno strumento di agile e rapida consultazione, contenente una vasta rassegna delle massime giurisprudenziali della Corte di Cassazione civile e penale:

 

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Inoltre, può essere utile un manuale con 40 quesiti fondamentalidi diritto civile per prepararti al meglio all’esame di stato:

 

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L’iscrizione all’albo e alla cassa forense

Per poter esercitare effettivamente la professione di avvocato, dopo aver superato l’esame di Stato è necessario iscriversi all’albo degli avvocati presso l’Ordine di riferimento.

 

Questa iscrizione prevede un giuramento del neo avvocato nel corso di un’apposita cerimonia presso il Tribunale, che permette successivamente l’iscrizione al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di propria appartenenza.

 

Contestualmente all’iscrizione all’albo degli avvocati è obbligatoria anche l’iscrizione alla Cassa Forense, cioè la Cassa previdenziale per tutti gli Avvocati.

written by Redazione
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