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Ho avuto un colloquio di sabato

Sabato scorso, di mattina, sono stato chiamato dal direttore di un’azienda che vende software gestionali e servizi telefonici per avere un colloquio di lavoro.

Mi ha spiegato il direttore che la convocazione è avvenuta di sabato perché quella settimana, dal lunedì a venerdì, non ha avuto un minuto libero per preparare i colloqui e siccome necessita di assumere giovani laureati non poteva permettersi di iniziare i colloqui la settimana successiva, ma li avrebbe dovuti necessariamente iniziare quella stessa settimana – e proseguirli la prossima – per accorciare i tempi, e quindi si era reso necessario lavorare anche il sabato.

Il direttore mi aveva contattato telefonicamente il giorno prima, raccomandandomi la puntualità.
In effetti sono stato puntuale.

Prima di salutarci mi ha anche detto di non fare caso al disordine che avrei trovato quella mattina perché il sabato di solito non si lavora e quel giorno sarebbe stato un giorno lavorativo straordinario per lui. Il sabato nella ditta è giorno di pulizie.

Infatti, appena messo piede nella sala d’attesa della ditta ho subito sentito odore di prodotti per pulire, detersivi, spray e c’era una strana sensazione di calma.

Di tanto in tanto passava la donna delle pulizie con stracci e scopa. Nella sala d’attesa girava imperterrito un aspirapolvere robot che sapeva il fatto suo, sapeva dove andare e cosa fare.

La sala d’attesa, nonostante il disordine dovuto alle pulizie, era comunque molto accogliente. Aveva pareti calde, colorate di un rosso opaco e di bianco; aveva a terra una moquette sempre rossa e la mobilia non era ingombrante. Direi che la cura dell’estetica è stata tanta e il risultato eccezionale.

Da lontano ho visto poi arrivare la segretaria che mi ha chiamato. Dopo aver preso le mie generalità mi ha detto di attendere ed è entrata, dopo aver bussato e aver ricevuto il permesso di entrare dal capo, nell’ufficio del direttore annunciandomi.

La segretaria si è affacciata dall’uscio e mi ha fatto cenno di entrare.

Dopo aver chiesto permesso sono entrato.

L’ufficio del direttore era totalmente diverso dal caos da giorno delle pulizie che c’era in tutto il resto della ditta, negli altri uffici. L’ufficio del capo era austero, ma accogliente, sobrio, ma al contempo elegante.

Dopo esserci scambiati i convenevoli abbiamo un po’ parlato delle mie esperienze, del perché vorrei lavorare in quella ditta, della tipologia di lavoro che dovrei fare, delle mansioni che mi spettano, del contratto e di tante altre cose. Le classiche cose che si dicono in quei dieci o quindici minuti di colloquio.

Dopo aver abbandonato le formalità di rito e le informazioni lavorative abbiamo chiacchierato del più e del meno fino a che non è arrivata la segretaria che ha annunciato al direttore che c’erano altre persone con cui parlare, altri colloqui da fare.

Ci siamo salutati dunque, e il direttore che mi ha detto che mi avrebbe richiamato al termine dei colloqui, tra circa una settimana.

Ho avuto una buona impressione su tutto.
Ora attendo che la chiamata. La settimana è quasi passata.

Speriamo bene…